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Associazione Nazionale Alpini

Sezione di Genova

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Giulio Bedeschi
Centomila Gavette di Ghiaccio
Estratti

 

– In vettura! In vettura, si riparte! – gridavano gli addetti ferroviari sospingendo gli alpini ai carrozzoni. Gli alpini salivano ubbidienti, trasognati era un incanto riudire voci italiane.
– Chiudere i vetri dei finestrini! Chiudere i finestrini! – gridava ora il personale passando dinanzi alle vetture; e avvicinandosi agli sportelli dava un secco giro con la chiave di servizio e li sbarrava.
– Nessuno esce più! Alle stazioni è vietato affacciarsi! – ingiungevano le voci imperiose; – chiudere i vetri dei finestrini!
– Che roba è questa? – si incominciò a gridare dall’interno dei vagoni.
– Non siamo bestie!
– Aprite! Aprite! – urlavano ormai gli alpini riabbassando i vetri e scuotendo invano le maniglie.
– Siamo in Italia!
– Siamo gli alpini…! Siamo gli alpini…! – gridavano. Sulla pensilina, dinanzi al vagone della ventisei stava immobile un ferroviere, con le mani nelle tasche dei pantaloni.
– La popolazione non vi deve vedere: è l’ordine – spiegò seccamente al più vicino grappolo d’uomini che si affannavano sbracciando dal finestrino.
– Non abbiamo la peste., noi! Siamo gli alpini che tornano dalla Russia, cavallo vestio da òmo! – gli gridò esasperato Scudrèa, mentre il treno già si muoveva. – che alpini o non alpini! Ma vi vedete? – urlò ancora ai rinchiusi il ferroviere; – vi accorgete sì o no che fate schifo?